Verrà la Morte
Paride Giangiacomi
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Fermati per la notte,
or che il buio
ha spento il cielo tutto,
lacerato da lacrime di fuoco,
Perseidi del cielo d’agosto;
passione dei cieli
ci mena diritti all’oblio,
affinché si cheti
inquietudine,
irrequietezza,
moti dell’Anima di cui ancor vagheggio
fanno trasalire le membra.
Nel silenzio giunto
per traiettorie sempre diverse,
qual pensiero presente e vivo,
non riconosco la mia voce,
che sussurra il tuo nome,
fra l’eterno e il tempo.
Stammi accanto,
tienimi la mano,
non posso aspettare,
non posso negarmi alla Morte
non riesco...
mentre in cielo
si spengono echi di uragano,
la notte si riempie
di vuoti del dolore.
©
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L'autore
Paride Giangiacomi
Commenti (1)
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Rosetta Sacchi12 agosto 2015
Questo sentire la morte, quasi invitarla, per condividere con lei i nostri pensieri, e insistere nel chiamarla quasi come che è lei che voglia fuggire da noi anziché noi a temerla. Mi piacciono questi versi e mi dànno anche una specie di sollievo.

