Vado
Vado
tocco la felicità e torno
in fondo cos'è la felicità
se non lo stormo
di uccelli infreddoliti
in cerca del calore.
Vado
anche se sono intrappolato
da nuvole e pianeti
cosmiche visioni
nel cielo dei segreti
e lugubri apparizioni.
Vado
e forse ritorno
a nutrirmi della luna
dei ghiacciai e della spuma
di un mare senza onde
senza profondità e contorno
nello spettro della mia ambiguità.
Vado
a impallidirmi di sospiri
vellutate carezze
empiriche certezze
di sogni colorati
nel sonno più profondo
al di là dell'aldilà.
Vado
e poi sprofondo
nel calice divino
di un amore clandestino
vicino alla frontiera
dove urla la mia morte
alle porte dell'Inferno
e brucia la mia attesa
imminente Paradiso.
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