Luce
Peppe Cassese
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Splendente irrompe come il dio vulcano
e ninfa di un racconto bizantino
si tuffa dentro un lago cristallino
lasciando un bianco cerchio sul divano.
La sera ride collassando piano
sul colle inamidato lì vicino
e accende allegramente lo stoppino
a quattro stelle turgide di ciano.
Il mare a parte non comprende il caso
e un po’ confuso e a tratti imbambolato
si lancia sugli scogli e batte il naso.
Il cielo tutto acceso e impomatato
assiste indifferente a quel travaso
e brilla tra le nubi illuminato.
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Peppe Cassese
Commenti (1)
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Daniela Zarriello3 settembre 2015
Letta d'un fiato ed apprezzata! La luce si concretizza, dai versi si espande ed illumina tutto come un fuoco d'artificio che esplode e colora la notte! Bel sonetto, di cui il poeta sa ben usare la tecnica, con una nota di simpatia che non guasta.

