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Sociale 8 settembre 2015 · lettura 1 min · 2420 letture

Io parto

Peppe Cassese 2167 poesie pubblicate
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Io parto da quest’isola di fuoco di cielo e di coralli immacolati col sogno di redimere i peccati votati ad un antico e sporco gioco. Io cerco un altro sole e ancora invoco passando tra i sentieri tanto amati il verde dei tuoi occhi disperati e il pianto dentro dura e non per poco. Mi guida quella rabbia che mi spinge a credere e a tentare un altro mare tradito dalla terra mia di sfinge e vago con la smania di annientare il dubbio e la paura che mi cinge si appiglia al mio domani da affrontare.
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Sonetto sul tema "Emigrazione" con i dubbi di chi affronta un nuovo futuro, costretto a lasciare il suo presente.

L'autore
Peppe Cassese
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Commenti (3)

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Luciano Capaldo8 settembre 2015

Un problema centenario. Italia terra di migranti ed anche di briganti. Si lasciano le proprie radici oggi come, se non più, di ieri. Una sconfitta morale e di vita. Come sputare sul passato in attesa di creare un nuovo... passato. Molto bella

Patrizia Ensoli8 settembre 2015

Ottima composizione, un testo poetico asciutto e ben mirato, nel far comprendere al lettore lo stato d'animo del migrante e le ragioni che lo spingono a tentare ... con la morte nel cuore, ma la ragione che induce alla ricerca sacrosanta della libertà ... del diritto alla vita!

alias Marina Pacifici8 settembre 2015

Indubbiamente bello, profondo ed amaro questo sonetto dedicato al dramma di chi parte verso l'ignoto nella speranza di trovare un domani meno dolente del presente. Sonetto che dovrebbe esser letto e meditato da quanti credono che basti erigere muri, barricate e filo spinato per fermare l'esodo dei disperati che fuggono dalla guerra e dalla fame, come negli anni del dopoguerra hanno fatto e tuttora fanno molti nostri connazionali.