Paura
Rombante cavallo d'acciaio
galoppa su strade sconosciute,
come impavido cavaliere
e coraggioso timoniere,
affronta la giovane notte
libero e solo.
Resto quì
tra il profumo del tiglio
dove nasce la sera
mentre,
nel mio cuore
regna la paura.
Ancora un bacio figlio mio
a farti da compagna
il mio sorriso,
anche se dentro sto morendo
lascio che tu vada
incontro al vento.
Dietro un velo di pianto
saluto con la mano
una luce che si allontana,
piano piano.
Ti affido a DIO
figlio mio.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
M
Tutte le opere →
L'autore
Manuela Magi
Amo tutto ciò che mi permette di sognare e sogno tutto quello che mi permette di amare. Leggo spesso Neruda e in particolare un poeta sconosciuto che ha scavato nella mia anima fino a trovarne il nucleo dove erano sopite le mie emozioni. Muore la parola appena è pronunciata: così qualcuno dice. Io invece d
Commenti (3)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Paolo Ursaia18 agosto 2007
... che bella poesia... bei versi, e pathos... TANTO... Stai tranquilla, almeno un pochino...
Filippo Salvatore Ganci18 agosto 2007
Poesia molto scorrevole e ottima tecnica poetica, il lettore legge con emozione la preoccupazione dell'autore-genitore, facendosene partecipe, specialmente per chi ne ha già la responsabilità, bellissimo testo. Molto sentita e piaciuta!
R
Ronny18 agosto 2007
molto bella, le preoccupazioni non finiscono mai, mi è piuciuto il testo mi sembra ben studiato!

