Ed io
Peppe Cassese
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Ed io che sono come non vorrei
inerpicato sopra un accidente
ti appaio il verzellino degli dei
che naviga nel cuore essenzialmente.
E qui mi trovi stretto a te e dintorno
nei panni di un collerico viandante
che accende e spegne sotto il capricorno
il grido del suo cielo agonizzante.
E qui ripeto il gioco maledetto
del seme che barando il faccendiere
ancora si ritempra nel suo letto
col piglio del più scaltro biscazziere.
Ed io che sono il fiore controvento
mi agito nel vano tentativo
di offrire asilo a un altro incantamento
e resto più che morto ancora vivo.
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Peppe Cassese
Commenti (2)
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Giuseppe La Marca4 ottobre 2015
Poesia stupenda e molto riflessiva. Anche se è tra le normali, credo che sia una delle migliori sul tema. Bravo!
Maurizio Trapasso4 ottobre 2015
Scrivi versi di grande impatto, crei immagini molto nitide del paesaggio della tua sfera emozionale. Davvero grandi complimenti.

