Non mi assolva, ho molto peccato
Mi fondo alla tua voce
-infestata-
dal pensiero che fugge
-in quest’inverno dei folli-
Doll’s parts
rinchiuse e stipate
nel bagaglio emotivo
come spuntini-erotici-
E gemo
pensando alle tue dita,
così infinite
-sezionarmi in respiri-
Mi guardo intorno
-la notevole ebbrezza-
sfuma
e nel pallore annega
Prego sulla carne
-ossessionata-
ed in bestemmie
m’inchiodo
E non c’è che il campo
quel martire
che appende all’albero
peccati irrisolti
Mentre la bocca
sussurra ingiurie
-ho colpito secca-
la botte di rhum
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Commenti (1)
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Marco Canonico Baca817519 agosto 2007
Ci si perde tra i tuoi versi, da cui trapela un'inconfutabile mal di vivere e forse rassegnazione al peccato.Molto interessante, piaciuta.
