Donna tra le righe

Quanno che er silenzio se fa d’oro
ariva er Maestro spettinato!
Sistema lo spartito. Un occhio ar coro.
Du’ còrpi de bacchetta...è inizziato!!
Nell’Auditorio c’è l’aria un po’ pesante,
questo è un concerto strano... “in TU- MinORE”.
Sopra le righe...’na donna fra tante
co’ una nota dritta... in mezzo ar còre!!
Entrato, co’ la Chiave de Violino,
un sibbemolle infido e ‘nvadente.
S’è affacciato da quer “barconcino”
lo possinammazzà...’sto gran fetente!!
Strideno l’archi, la mazza der tamburo
cià un ritmo cupo... come un’ossessione!
E’ “bianco” lo spartito der futuro,
risona grave l’eco der trombone!!
‘Na pioggia fitta bagna lo spartito,
pioveno note sopra “l’inquilino”,
er TU- MinORE è morto stecchito...
strozzato da la Chiave de Violino!!
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Commenti (1)
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DaviD15 ottobre 2015
Bellissima poesia, sarò di parte perché romano, però fantastica da leggere in ogni particolare, anche visivamente studiata a puntino. Ironica, malinconica, strafottente, un po' piagnona... c'è tutto lo spirito di Roma e dei romani, forse del passato, non di ora. Piaciuta moltissimo.
