Maglie gelide
Caterina Zappia
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La voce
m'assale come un macigno,
guardarti negli occhi
è il profondo male.
Un cancro che si attorciglia,
non sfiora le vene
le rigurgita come il veleno
nella profonda anima.
Via questo sguardo,
questi passi di fango.
E' tempesta di maglie gelide.
E' quella croce che si leva da sola
squartando le colline.
Grava sul fiato,
mi frusta il male,
mi limita le mani
in quelle carezze
che ogni mattina le vedo passare.
E tace questo legno, tace.
Morde, morde la gola
lo fa come un chiodo.
Ci sono morti che vivono
con il fumo negli occhi
con l'inferno ramificato sul cuore
lasciando un profumo di donne.
©
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L'autore
Caterina Zappia
Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu
Commenti (1)
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Francesco Rossi30 ottobre 2015
Una poetica forte di denuncia che ha il potere di mettere in risalto sia la sofferenza che la caparbietà di chi si confronta senza pregiudizi con l'inferno.

