Sto qui (alla dea bendata)
Peppe Cassese
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Sto qui
stupido a credere
al baldo condottiero
artatamente atteso
dall’orrido mistero
di quelle tue parole
di mistica uguaglianza
sospese sopra un angelo
in questa enorme stanza.
Sto qui
deluso a vivere
i giochi più perfetti
coi tuoi filosofemi
esenti da difetti
versati a piene righe
sulla mia libertà
già figlia di teoremi
e accorte verità.
Sto qui
sorpreso e trepido
a farti da coppiere
e ancora grido e plasmo
da stolto tesoriere
volendo debellare
il marcio della rogna
con tutto l’entusiasmo
di chi ci crede e sogna.
Sto qui
minchione e impavido
a dirti cosa penso
a chiederti di fatto
un sapido compenso
ma la tua vecchia spada
non sente le ragioni
e agita nel vento
beffarde soluzioni.
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