Flujo
Sé bien, por fin, que no soy el oleaje fiero
ni la resaca cruel que azota el litoral inerte,
la playa de tus ojos que me mira desde el estero,
aguas de un espejo que la memoria vierte.
.
Y lave el semblante, libre de zozobra,
arrancándote del alma con un golpe certero
de mis noches de insomnio, donde tu imagen cobra
el espectro mudo del engaño postrero.
.
Te confino en el túnel, ciego y mudo,
donde la desmemoria yace sin reparo,
y se almacenan, bajo el polvo desnudo,
los enseres inútiles que el pasado hizo claro.
.
FLUSSO
.
So bene, infine, di non essere il flutto che inonda,
né la risacca crudele che la riva percuote,
la spiaggia dei tuoi occhi, dove l’illusione abbonda,
acque d’uno specchio che il ricordo percuote.
.
E lavo il mio volto, libero dal timore,
strappandoti d’un colpo dal centro del mio io,
dalle mie notti insonni, dove l’ombra prende il suo colore,
spettro silente dell’ultimo addio.
.
Ti confino nel tunnel, cieco e muto,
dove la smemoratezza riposa senza cura,
e si ripongono, sotto il polvere assoluto,
gli inutili arnesi d’ogni vana premura.
©
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L'autore
Arelys Agostini
Arelys Agostini, Italo venezuelana; è una poetessa "dilettante". Le sue poesie sono un viaggio attraverso emozioni crude e speranze tenaci, espresse con un linguaggio che danza tra passione, denuncia, introspezione, e il suo impegno nel denunciare le ingiustizie, senza perdere l’ironia. La natura è spesso presente nel
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