Maestra
passo davanti ar vecchio fabbricato
dove da bimbo a scuola sono andato
me’ vie’ un sorriso e scavo nella mente
e l’emozioni che affiorano so’ tante
la mamma che te’ mette er grembiulino
e la merenda dentro un ber cestino
sai pe’ divide i sessi e i preconcetti
bianco le donne e blu pe’ li’maschietti
solo na cosa avemo tutti uguale
un grosso fiocco bianco che copre er davanzale
tutti impettiti avanti a quer cancello
te sembra de’ sta’ a vive un giorno tanto bello
tanto la prassi e’ stata sempre quella
conosci la maestra e la bidella
quella signora con il viso stanco
che fa’ l’appello e poi te’ assegna er banco
te’ insegna matematica e italiano
te’ porta al quinto anno piano piano
quanta pazienza pe’ sta’ appresso a tutti
ma poi alla fine ha riccorto i frutti
ora che sei quarcuno e sei invidiato
tu’ fatte un tuffo e torna ner passato
forse lei non ce’ piu’mo’ sta’ in pensione
cara maestra ti vogliamo bene
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Commenti (3)
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L
Lia26 agosto 2007
... quanta pazienza pè stà appresso a tutti... gratifica il fatto che qualcuno lo riconosca! ... sono una maestra... grazie!
M
Manuela Magi26 agosto 2007
Apprezzata, colma di dolci e cari ricordi.Un bel tragitto a ritroso.
Nellabernardi27 agosto 2007
scritta molto bene, mi lascia perplessa l'ultimo verso che mi sembra tronchi troppo bruscamente il tutto, poiché è tutta una dolcezza in musica, avrei aggiunto
