Orfani di terre perdute
Ausilia Giordano
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Dov'è la mia amata terra?
Il mio sguardo più non la distingue.
La mia terra: deserto, polvere e cenere
dinanzi alla mia impietrita vista.
Era la mia terra un giardino in fiore.
Ora è devastazione.
E la mia piccola dimora
bella come reggia, dov'è?
E il mandorlo e il melo?
Tutto è ora desolazione.
Brandelli di mura e di pietre
mi vengono incontro.
Passi lesti e mani dure
mi spronano ad andare.
Visi irrigiditi induriti dal dolore.
Orfani di Madre terra, noi
erranti tra infinite genti e volti,
raminghi tra illimitati mondi e terre.
Mia perduta madre terra dilaniata,
da amare lotte tormentata.
Su ogni ciottolo e atomo di polvere
si fissan mille lacrime e preghiere.
©
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L'autore
Ausilia Giordano
Commenti (2)
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Ventola raffaele1 dicembre 2015
Lirica intensa che commuove per la profondità delle parole, un preghiera gridata al cielo. Apprezzata la nota, complimenti per la vetrina!
M
Mariasilvia3 dicembre 2015
La mia terra da amare lotte tormentata, con un cielo che oscura e toglie all'anima il sapore della Vita. L'osservo con l'amarezza d'un figlio che lascia lì le sue radici, per far sognare il cuore e spegnere ogni pena. Molto ben stilata. Versi nervosi in una geometria di profondi sentimenti. Complimenti!

