Ti ho cercato mio Dio
Ti ho cercato mio Dio
quando avevo bisogno
di spazio e di luce.
Ti ho cercato mio Dio
abbracciato al ruvido sughero
di ogni vuoto tronco,
nel disarmato profumo
di ogni spento fiore,
nelle stanche impronte
dei passi di mio padre.
Levando gli occhi al cielo
verso voli di falchi
liberi sopra le piane
della mia infanzia,
per Te ho rispettato
l'acqua e la terra,
gli alberi e ogni compagno
del mio andare.
Quando le mie sere
si riempivano di tramonti,
nella tua immagine,
fissa sulla parete
della stanza di mia madre,
in Te ho cercato
i segni del mio destino,
la ragione della necessità
di questo mio indeciso esistere.
Nulla. Non mi hai reso che il nulla.
Meno che nero su nero.
©
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L'autore
Aledam
Ho volutamente cancellato precedenti notizie che non giudico più essenziali e che derivavano dal fatto che, sul Web, compaiono Aledam che non son io. Il mio ALEDAM non è che un acronimo tra il mio nome e cognome: ....ale Dam... Sono un milanese ora trapiantato a Monza Scrivo da sempre.
Commenti (2)
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Thinkmaria Ninivaggi28 agosto 2007
E' difficile credere, difficile. Bellissima poesia, carica di emozione.
Apache29 agosto 2007
Duri soprattutto i versi finali di queste stupende riflessioni esternate con un senso di pudica rabbia.

