Esse come Amore
Ho perso l'origine di me
nel tabernacolo dell'amore
e gli uccelli pazzi di bruma
ingoiavano la luce e l'ombra di te.
Ho visto la mia sagoma di gesso
che vagava in un sogno di ghiaccio
e le mie mani tremanti
afferravano l'ultima curva del cielo.
Ero io e non lo sapevo
eri tu dentro il sarcofago del cuore
eravamo noi incastrati e intrappolati
tra le viscere e il giunto del dolore.
Ho perso la strada della ragione
come si perde un fiore nel prato
tra le catacombe e le nostre lingue
ho perso il filo, la verità e l'invisibile.
Ho perso perché non avevo altra scelta
e l'impossibile è una manna di Dio
adesso alzo lo sguardo e apro la bocca
aspetto l'ultima croce che m'infilzi la gola.
Ho perso tutto me stesso
ma di te sono pieno in ogni fessura
e genuflesso all'amore
mi rimbomba l'eco del vuoto
vicino alle carezze della mano di madre.
©
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