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Introspezione 23 gennaio 2016 · lettura 1 min · 2509 letture

Al bivio della vita

Michelangelo La Rocca 338 poesie pubblicate
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Di nuovo al bivio della vita. La montagna da scalare è altissima, scoscesi i pendii, tortuosi i sentieri. La guardo dal basso verso alto, il gelo penetra nelle vene. Sono stanco, senza forze, non ho voglia di salire. Penso alle fatiche passate, alle sofferenze patite, i sogni svaniti, le speranze smarrite. Una coltre di nebbia fitta avvolge la montagna, la visibilità è impedita. Guardo alle mie spalle, c’è solo nebbia e foschia. Riguardo l’alto monte, scorgo i lucidi occhi di un gatto, come fari illuminano il sentiero. Alzo lo sguardo verso la cima, un arcobaleno coi suoi colori apre il cuore alla speranza. Comincio a salire. Riuscirò nell’impresa? Devo farcela, non ho alternative. Non è stato ancora inventato un gioco più bello della vita. Ed io voglio ancora giocare!
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Quante volte la vita ci pone davanti ad un bivio? vengono i pensieri più cup, si fa strada la voglia di desistere. Ma la vita è il gioco più bello che sia mai stato inventato ed allora, con la complicità di un arcobaleno, prevale la voglia di continuare a giocare!!!4 settembre 2016
L'autore
Michelangelo La Rocca

Sono nato a Raffadali (AG) il 4/5/56 e nel ‘74 ho conseguito la maturità classica presso il liceo Empedocle di Agrigento. Appena diciottenne mi sono iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo presso la quale mi sono laureato nel 1978. Ho subito vinto il concorso per Segretari Comunali ed a soli ventitrè ho iniz

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Commenti (5)

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Angela Schembri23 gennaio 2016

Una triste lirica che descrive le sofferenze passate e la stanchezza derivata che ora sembra impedire il raggiungimento della vetta della vita. Ai suoi piedi solo grigia nebbia ma... ecco che alzando gli occhi sembra sorridere di nuovo la fantastica vita sottolineata da un magnifico arcobaleno che invoglia il suo cammino. Complimenti al Poeta che ha rappresentato sentite immagini!

Sara Acireale24 gennaio 2016

Una lirica introspettiva profonda, la tristezza entra dentro l'anima per la a salita irta di ostacoli che si presenta davanti al Poeta. Gli ostacoli da superare sono stati molti, durante il cammino della vita e questa salita difficile è come la goccia che fa traboccare il vaso... Una sensazione di scoraggiamento invade il Poeta e coinvolge noi lettori ma alla fine c'è un'apertura alla speranza. Ha ragione l'autore che vuole ancora mettersi in gioco perché "ancora non è stato inventato un gioco più bello della vita". Apprezzata

Maria Luisa Bandiera24 gennaio 2016

Profondità e sofferenza sono le parole chiave di questa poesia ... una introspezione che lascia comunque intendere che pur nelle avversità della vita non si è mai sconfitti ed alla fine c'è sempre un arcobaleno che infonde speranza e la speranza non è altro che il motore positivo che porta l'essere umano a perseverare nell'impervio cammino della vita!

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Giusy Gosparini24 gennaio 2016

Bravo, la vita bisogna giocarsela fino in fondo cioè scalare la montagna ed arrivare in vetta... molto piaciuta!

Melina Licata25 gennaio 2016

La vita tante volte ci mette di fronte ad un bivio e ci pone dinanzi tanti ostacoli, le sofferenze passate e future fanno parte di essa e dobbiamo accettarle ed affrontarle per cercare di vivere meglio... Versi introspettivi molto profondi in cui si alternano stati emozionali diversi, dall'amarezza allo scoraggiamento ed infine tanta speranza...