Madre
Giovanni Monopoli
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Lacrime strappate al letargo del tempo
mancano quei giorni, quelle albe
il ritorno a quel passato che mai più tornerà
tra i respiri di petali di rosa
nel grido di dolore che mai si spegnerà.
La voce affonda nell’oblio, flebile s’ode,
si dipana in sogno il tuo calore,
mancano quei momenti, le gioie,
quel sorriso poggiato sul cuore.
Madre
il vento trasporta le tue parole
cancella quella ostile nebbia che offusca
ed io assorto, contemplo il cielo
nell’attesa d’un tuo messaggio
mentre conto le stelle
che mi sussurrano di te al lor passaggio.
Vola il pensiero
ho un fiore da donarti, il fiore della vita
un alone mi circonda, un fremito mi coglie:
forse sei tu che a me ritorni
e nella notte dei sospiri
la mia mano raccoglierà
il tuo sguardo che felice ritroverò.
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L'autore
Giovanni Monopoli
Commenti (1)
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Luciano Capaldo24 gennaio 2016
Bellissima dedica- ricordo alla mamma preferisco dire e non madre; sono due cose diverse e talvolta opposte. In questa lirica si sente infatti il significato di mamma e non quello di semplice genitrice. Versi come fiori, colorati dal cuore, profumati dall'anima e donati come solo un figlio può fare. Molto apprezzata.

