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Riflessioni 28 gennaio 2016 · lettura 1 min · 2736 letture

La campana della sera

Alberto De Matteis 907 poesie pubblicate
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Suonava la campana della sera in quel piccolo ed umile paese, coi suoi rintocchi che portava il vento nelle vicine case e nei tuguri. Correa la gente a ringraziare Iddio, nel suo tabernacolo nascosto, e poi lieta a casa facea ritorno, con l'alma rinfrancata e il cuore puro. Ed or, dov'è quel tempo, che veloce passò, come il fragor dell'onda in piena? Forse, nella quiete dorme silente di quei rintocchi, dal vento cullati, della vecchia, ancor sonante, campana.
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Componimento poetico formato da endecasillabi liberi.

L'autore
Alberto De Matteis

Alberto De Matteis è nato il 18 febbraio 1940 a Pisignano (frazione di Vernole, provincia di Lecce), piccolo centro, ricco di memorie storiche, artistiche ed umane, situato a poche miglia dal capoluogo e dall’incantevole ed accogliente mare del Salento. Al termine delle scuole elementari e medie, ha frequentato il gin

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Commenti (11)

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Umberto De Vita28 gennaio 2016

Un quadretto riflessivo e talmente vero che il poeta ci regala. Ottimo testo.

zani carlo28 gennaio 2016

Ci si sente trasportare ai margini di quel borgo leggendo questi versi e il rintocco della campana accompagna l'immaginazione lungo le viuzze e le casupole... immersi in un'atmosfera di pace e serenità.

Luciano Capaldo28 gennaio 2016

Sono immagini vive, tangibili che riescono veramente a trasportarci in quel borgo. Emozionanti le immagini forte la fluidità e la musicalità di questi versi fortemente evocativi che riescono a catturare il lettore. I miei complimenti,.

Ventola raffaele28 gennaio 2016

Pennellate di poesia danno luce a ricordi lontani... illuminandoli. Bellissima lirica complimenti poeta.

Sara Acireale28 gennaio 2016

La campana della sera... Quanti ricordi! Anche nel mio paese natio suonava nel far della sera e tutti ci raccoglievamo in silenzio. Oggi non si sente più la campana suonare, si corre molto e non si ha tempo per il raccoglimento. Immagini che sembra di vedere e di toccare con mano. Versi espressivi e armoniosi...

Grazia Denaro28 gennaio 2016

Immagini vive e tangibili dei tempi andati, la campana suonava al vespro, ma oggi in città, questo non accade più o siamo meno attenti a percepirne il suono. Quante cose sono cambiate negli anni, principalmente il nostro rincorrere il tempo che sembra sfuggire. Bei ricordi presentati in aulici versi!

Donato Leo28 gennaio 2016

Belle immagini che danno il vero significato di questo capolavoro poetico. Quel suono di campana verso l'imbrunire era il richiamo dei fedeli, per ringraziare Dio. Si viveva in pace ed il rapporto tra le persone era molto sereno. Oggi, purtroppo, quel suono non si sente più, le motivazioni sono tante.

Rosita Bottigliero28 gennaio 2016

Sempre lievi parole lasciano melodia al cuore. Apprezzata. Complimenti

Anna Di Principe28 gennaio 2016

Quel tempo in cui alla sera suonava la campana della chiesa del paese per chiamare i fedeli alla preghiera vespertina è ormai lontano. Nella lirica si evince nostalgia di quell'atmosfera quieta e serena che si respirava tra le persone...è una nostalgia di pace che attraversa i lettori trasversalmente. Di gran pregio il contenuto e il dettato poetico che il valente Poeta ci dona... il mio elogio. r

nemesiel29 gennaio 2016

Delicatissima ...avvolta da una nostalgia che fa rimpiangere tempi diversi, e forse migliori, nella semplicità di una esistenza certamente per certi versi più faticosa ma meno angosciante di quella attuale.

Clelia Maria Parente30 gennaio 2016

Dolcissimi versi che ci ricordano i rintocchi della campana della sera. Ora quel suono non s'avverte più e non si nota più l'atmosfera di pace dei tempi andati. Ottimo testo, un elogio all'autore.