Marlene (bimba di Ausctwitz)
Marlene dagli occhi di mare
troppo grandi per non vedere
lune di cristallo sui campi brulli.
Gelida notte di neve croccante,
primavera è lontana,
e tu tremi,
le gambe nude e scarne di gazzella.
Ansima sul piccolo seno
la stella che porti cucita,
- che non risplende,
che non rischiara -
come le sorelle del cielo.
Oh Marlene, Marlene,
tra le pallide mani una bambola,
la stringi, ti ninna e ti scalda,
come ieri soltanto la mamma,
che chiami e non risponde.
Piangi in silenzio e t’addormenti
nel freddo che squassa, che brucia
le misere carni bambine.
E più non senti che un dolce richiamo,
un calore t’ invade
- e s’aprono cieli, e prati e acque -
e resta tra i corpi il tuo corpo.
Dormi dolce Marlene,
al nulla abbandona i tormenti,
che altra colpa tu non avevi
se non amare un unico Dio,
un Dio d’amore.
©
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L'autore
Franca Canfora
Difficile parlare di me, dirvi chi sono con poche parole. Franca in fondo è solo una semplice sognatrice, per la quale la poesia è passione, voglia di raccontare emozioni, gioie, dolori, ma anche cura dell’anima. Per questo lascio aperta la porta del cuore, lasciando che a parlare sia proprio lui, il centro del mio mon
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
evoca un’immagine che trafigge il cuore (Stefano Acierno)
Commenti (1)
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Luciano Capaldo28 gennaio 2016
E' inutile commentare il testo che trovo emozionante e pregevole. La lirica si muove con una delixatezza ed una eleganza di versi con un crescendo di versi che emotivamente catturano il lettore. Sono veramente ammirato dalla bravura dell'autrice. Complimenti.
