Zefiro, ti ho immaginato
Avvolto in un intimo sussurro,
senza il rumore che intralcia le ore,
s’è addormentato il mare dei tuoi occhi,
.
e s’è spento il tuo corpo, così fragile,
mentre entravi in sopore profondo.
.
E in un’altra stagione di vestite praterie,
Zefiro dopo la luce fulgente, ti ho immaginato.
.
Forse riprendendo i tuoi passi vitali?
O forse abbracciando quelli che lasciavi?
.
E ti sei congedato, donando la tua anima
al sogno eterno.
.
CÉFIRO, TE IMAGINE
.
Enfundado en un íntimo arrullo,
sin el ruido que traba las horas,
se fue durmiendo el mar de tus ojos,
.
y se fue apagando tu cuerpo, tan frágil,
mientras entrabas en sopor interno.
.
Y en otra estación de vestidas praderas,
Céfiro tras fulgente luz, te imaginé.
.
¿Quizás reanudando tus pasos vitales?
¿O quizás abrazando a los que dejabas?
.
Y te despediste, donando tu alma
al sueño eterno.
©
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L'autore
Arelys Agostini
Arelys Agostini, Italo venezuelana; è una poetessa "dilettante". Le sue poesie sono un viaggio attraverso emozioni crude e speranze tenaci, espresse con un linguaggio che danza tra passione, denuncia, introspezione, e il suo impegno nel denunciare le ingiustizie, senza perdere l’ironia. La natura è spesso presente nel
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