Il nuovo seme
Peppe Cassese
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Se spogli non lo so ma sempre vivi
sospesi in questo cielo di cobalto
col verbo pellegrino del gran salto
con foglie e dentro rami produttivi.
Se nudi non lo so ma trasgressivi
e pronti per la vita a un altro assalto
per ritrovare ancora il vecchio spalto
al sole coi suoi raggi riflessivi.
Se poveri li scopri e li sorreggi
e come cani soli li proteggi
nella certezza attenta del mattino
che sente nelle vene il nuovo vino
che s’agita e ribolle trasformato
sapendo che il suo seme è in lui rinato.
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L'autore
Peppe Cassese
Commenti (1)
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Anna Di Principe31 gennaio 2016
Il bravo Poeta esprime con un intenso verseggio l'avvicinarsi della tiepida stagione in cui i nuovi semi sono pronti a germogliare in tutto lo splendore per adornare la meravigliosa Natura. Una struttura metrica e lemmi di gran pregio che ho molto apprezzato... il mio sincero elogio.

