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Fantasia 21 febbraio 2016 · lettura 2 min · 2606 letture

Il Lago che aspettava Primavera

Ausilia Giordano 686 poesie pubblicate
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Solitario e mite nelle sue acque brillanti parlò il Lago al vento: Quieto è l'inverno e caldo il camino, nella casa riposano grandi e piccini. Ancor e ancora resterò ad aspettare che Primavera si accinga ad arrivare. - La Vivida Fanciulla è al di là del colle, lontano a colorare monti e valli, a risvegliare piano torrenti e ruscelli e a preparar nidi per gli uccelli.- Obiettò fuggendo il vento, che di inerzia non conosceva istante. Tacito il Lago nel suo trasparente cuore apprese a vagheggiare che il grande generoso sole ridestasse le erbe e gli arbusti col suo tepore, e le gemme e le margherite e le viole; che riempisse tutto a lui intorno di gai colori e d'ogni varietà di piante e fiori. E ancora, in solitudine sognava il Lago che frotte festose di fanciulli gli facessero corona coi lor trastulli. E lui, l'industrioso Mago a far scintille e giravolte con le dolci onde, a creare con le sue acque deliziosi guizzi e mille luci sfavillanti e gioconde ... Ma era ancora la stagione del candore, della neve che sulle sue calme sponde attendeva timida il calore. E si ritrovava lui solo, il Lago splendente nel suo maestoso incanto, ad attendere sotto il nemboso cielo, che Primavera con la sua armonia presto tornasse con lui in compagnia.
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