Ultimo
Peppe Cassese
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Ultimo
per dirti del mio inverno
del gelo col tesoro in fondo al cuore
contando i giorni amari del rosario
che a grani a grani sfronda il calendario
in questo gioco sordido e passivo
nel grido delle lotte
che sfidano lo sguardo muto e assente
centrato dal mio essere il tuo niente.
Ultimo
col volto mio nascosto
di cui conosco in pieno frutti e costo
su questo palco antico a recitare
la parte che il destino mi ha lasciato
con la più assurda scena condivisa
girando a vuoto e invano tra la gente
con sopra ogni ferita
segnata sulla pelle dalla vita.
Ultimo
con dentro un fuoco spento
per apparire ancora e sempre in fila
fra mille e forse pure centomila
privato del sorriso e defraudato
per non sembrare tale
costretto dal presente a vagolare
tra i volti del mio tempo cancellato
dal tuo futuro incerto e mascherato.
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L'autore
Peppe Cassese
Commenti (1)
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Angela Schembri6 marzo 2016
Una lirica ben descritta e ben stilata. Si percepisce la tristezza, il gelo di giorni che scorrono velocemente come dita sui grani del rosario; giorni amari che si susseguono sul calendario nell'incertezza di un destino già segnato e che ci vede ultimi. Si nota rassegnazione alla vita, con un fuoco oramai spento dentro l'anima. Complimenti!

