A una certa ora della sera
A una certa ora della sera
quando le luci
abbagliano sogni e desideri
io mi perdo
tra le fuliggini di ombre e voragini
e le mie mani annaspano
in un Oceano di melma
A una certa ora della sera
quando c'è chi dorme
e c'è chi spera
io mi confondo
tra le stelle del cielo
di un altro pianeta
rincorro me stesso
vinco, perdo e sprofondo
afferro stanco
la mia anima di cera
E così fino alle prime luci dell'alba
io uomo, bambino, pantera
io filo sottile
tra la luna e la fede
io puntino invisibile
tra la terra e la morte
cedo e m'affido alla sorte
al vento impostore
che sposta la mia vela
verso una nuova vita
tra menti contorte
nella pena
A una certa ora della sera
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Commenti (1)
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Giorgia Spurio12 marzo 2016
a una certa ora della sera si riflette sul proprio io, sulla propria vita, si è a tu per tu con la propria anima. la perdizione è ciò che porta il buio, ci si perde tra le ombre, si affoga in un oceano di melma. belle metafore. attenta analisi introspettiva. il confronto tra chi dorme e chi spera, con l'"io" che si confonde e che si rincorre. è una continua ricerca di noi stessi. e con noi stessi sappiamo di vincere ma anche di perdere e sprofondare. bella l'immagine dell'anima di cera, dà originalità alla fragilità. è la cera che si consuma dopo il peso della fiamma. bella l'immagine "io uomo bambino pantera".la psiche così divisa tra controllo, maturità,infanzia, istinto. siamo così fragili. e ci affidiamo alla "sera". molto bella.
