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Riflessioni 13 marzo 2016 · lettura 1 min · 1197 letture

Roma: dalla parte del topo

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rob ponzani 172 poesie pubblicate
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e io sarei il problema dei Romani? si chiedeva il vecchio topo sul muretto mentre giocava a carte con gli anziani che come lui aspettavano il pranzetto ...noi discendenti de Romoletto che col fratello Remo fece il solco pe costruì un grande progetto se pur finì in tragedia ne uscì assolto le terme, li giardini e pur l’ impluvio avevamo per noi a disposizione perfino qualche visita da Flavio sempre con garbo e circospezione eravamo topi si, ma educati coscienti delle nostre limitazioni onesti e giustamente spaventati nel rispetto dei ruoli e delle concessioni le regole son regole non c'è topo che tenga ci vuole pulizia e buona creanza la supremazia qualcuno la detenga al gatto è riconosciuta nella circostanza ...l’ora della magnata era in arrivo il vecchio topo scrollando la testa senza alcunché di vendicativo trovò la differenza nella casta cittadino romano o barbaro che sia questa ormai è una città tradita ci siamo persi la democrazia allevando in seno il germe parassita
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i luoghi comuni sono la nostra maggiore qualità. E’ vero hanno in parte generato quel filone cinematografico del "neo realismo" mettendo alla luce una realtà italiana soprattutto del dopoguerra fatta di miseria, speranza, sogni perditi di una intera generazione. Ma si sa come Nobel scoprì la dinamite per alleviare la fatica dei minatori qualche imbecille penso bene a costruirci bombe. Come qualche "politico" penso bene di utilizzare luoghi comuni per aizzare misere persone contro altre. Guerra dei poveri che guarda caso la Storia ci insegna che ad accendere la miccia è sempre un piccolo, misero, povero ignorante un omuncolo che non avrebbe altro spazio nella vita. Un demente4 maggio 2022
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rob ponzani
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