Prigionieri dei ricordi (ode barbara)
Duilio Martino
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Tumultuosi e imbrunendo avanzavano
i fronti, afoni frassini urlavano
d'inverno l'avvento; tra pruni
e sterpi spenti
s'imbucavano merli; sul mandorlo
un freddo nido, reso visibile
dal morto fogliame, tremava
visibilmente.
Le ieratiche guglie imploravano
il cielo; sotto ai solidi platani
strisciante il farfuglio di foglie
rese all'ambiente.
Già sfoggiava il crepuscolo un abito
oscuro, ombre ricurve s'ergevano
leste: in bocche briose, su brace
la creta aulente.
Sotto gelidi baveri i palpiti
accesi dall'attesa d'un prodigo
ritorno; la notte era un maglio
bolo... il ricordo.
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L'autore
Duilio Martino
Commenti (1)
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Stefano Drakul Canepa19 marzo 2016
Maestosa, incantevole e rigorosa... tutto notevolissimo.

