Non mangiate la gioia
Non mangiate la gioia
che gioca
con le prime luci della vita,
il piccolo assapora
l’amore della mamma
e le sue cure.
Non prendete la Pasqua
come un segno
di crudeltà e di orrori
sgozzati insanguinati
appesa al gancio
della macelleria...
Russano accenti forti
di ingordigia,
ruotano accanto
a feste comandate
scendono a patti
col piacere avido che sale
da una qualche onda di sapori,
rimpasto che fluisce
per diletto di cuori sovvertiti,
e gli occhi non abbracciano
il peso del dolore
postumo che morde,
e della tenerezza
il gusto crudo.
©
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