Immobile
Giaccio immobile
sotto la vite dell’ essenza
che raccoglie
le moltitudini di concetti
arrampicatisi
lungo le mie altezze cerebrali
a far da cornice
agli inconsci sentimenti
radicati entro il fertile terreno della conoscenza.
L’ intuizione mi circonda
fino ad esasperarmi,
mentre l’ intelletto
mi osserva dall’ alto
sprezzante delle mie infinite sofferenze.
Ho veduto lungo il mio cammino di vita
innumerevoli cuori cadere inermi e solitari
e ho udito i rombi lontani
degli inquieti luoghi dell’ anima
agitati e percossi
da fiumi di astratta ed esacerbata coscienza.
Strabiliato e fustigato,
a mia volta rincarai la dose della vendetta.
Ansimante ed annientato,
colsi, con le mie mani, i dolci frutti
che le complesse dimensioni della psiche
offrono all’ ingenuo viandante,
ingannandolo…
Come me che soffro
sino all’ indescrivibile,
come me che spero
in forma incommensurabile.
Quanto effimera
l’ esistenza umana si manifesta!
Quale dolore si sviluppa
nei nostri petti di mortali!
Ti osservai
allorché sostituisti l’ arte con l’ amore,
e me ne preoccupai
oltre ogni limite terreno,
sebbene ti avessi svelato
il mistero di essi
indissolubilmente legati
allo stesso destino conoscitivo
ed imprigionati dal ferreo laccio dell’ esistenza.
Amami di un intenso amore
pur sempre imbevuto dei colori del mondo,
bacia la mia fronte esausta
al ritmo delle ancestrali melodie dell’ universo…
©
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