Effimeri veli
Seguire i rantoli della Terra,
discernere i rivoli profondi
incisi tra i manti spugnosi
in cui scorrono ruscelli roventi.
Il battito cardiaco del pianeta
oscilla in sincronia con il mio.
In ogni dove bevo i flutti salmastri
e mi nutro dei grappoli corvini
dispensati dalle viti dell'essenza
a beneficio del mio corpo immanente.
Esso si avviluppa nell'orrenda spirale del divenire
mentre il mio intelletto si alimenta
sotto il fervido sole della metafisica.
Alveoli fecondi ospitano
quote di disperata melanconia
lasciva, ostile, cupa e disillusa.
L' incanto giunge inatteso
ovunque alberghi una goccia di esistenza.
Il significato delle allucinazioni
non è noto al mio febbrile raziocinio
allorquando esso, incalzato dagli istinti,
cede il passo ad una disincantata quiete.
Quale destino si cela ai miei occhi affranti...
Quale resa dovrà manifestarsi al mio cuore
affinché venga da esso accettata...
Le lacrime restano imprigionate entro me
come gocce di rugiada nelle corolle dei fiori.
E' bene che esse restino nascoste
dietro gli effimeri veli cuciti dalla mia coscienza...
©
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Commenti (1)
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I
Iris2 ottobre 2008
versi di magistrale bellezza! Non impedire alle lacrime di scendere, il pianto è un dono, non lasciamolo mai impacchettato mai!