Maestro
La tua voce,
diventa inno per gli angeli.
Il tuo grido diventa sfogo,
per chi pace in vita non ha avuto.
Le tue melodie,
diventano aurore per noi.
Adesso che questo mondo di ipocresia,
nessuno potrà più udirti,
pianoforti scordati suonano per noi.
In questo mondo dove le nuove utopie,
non lasciano spazio alle tue note,
un saluto l'essere ti porge,
li dove adesso potrai cantare per l'eternità,
ciao.
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Commenti (2)
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O
Oliviero Angelo Fuina13 settembre 2007
Il Maestro, per noi persone di strada, è sempre vissuto attraverso la sua musica che abbiamo avuto la fortuna di ascoltare. Musica che proprio da quando ci ha lasciato fisicamente, non è mai stata ascoltata così universalmente. Non è mai stato, quindi, così vivo.
M
Maria Francesca14 settembre 2007
Una poesia che offre considerazioni sulla banalità che ci circonda, ma il grande artista vola alto al di sopra di essa