La verità è altrove
Impetuoso, nella sera, il vento
soffia raffiche dal mare
alzando la sabbia
oltre i limiti del molo
dove ansiosi vagabondi,
stretti gli uni agli altri
in cerca di calore,
hanno acceso fuochi
dentro bidoni di ferro e di ruggine.
Forse di qualcosa, nel giorno,
hanno goduto.
Di troppo hanno sofferto.
Scontato è il destino
di questo terreno loro viaggio
ed il patire è approdo certo.
Impotente, di lontano li guardo,
infelici maschere che, nella notte,
la rassegnazione tenta
con labbra impudiche
e, quasi apparecchiata liturgia
di ogni umana povertà,
scruto le loro braccia,
vinte alalbarde tese contro il cielo.
Non qui ho trovato la verità
che cerco.
La verità è altrove
ora che all'eterno prestigiatore
più non riesce di ripetere miracoli.
Solo vorrei che le loro voci
rompessero il mio impotente silenzio
e si facessero lotta per dirTi,
mio Dio,
che non era questa la vita
che avevi promesso loro
a prezzo della morte.
©
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L'autore
Aledam
Ho volutamente cancellato precedenti notizie che non giudico più essenziali e che derivavano dal fatto che, sul Web, compaiono Aledam che non son io. Il mio ALEDAM non è che un acronimo tra il mio nome e cognome: ....ale Dam... Sono un milanese ora trapiantato a Monza Scrivo da sempre.
Commenti (2)
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Carolina Villani Bidibambina13 settembre 2007
Impetuosa come il vento, imponente come il mare... assonante con un grido di impotente dolore! Molto bella e sentita
Apache14 settembre 2007
Realtistica da far star male, parole che arrivano direttamente al cuore, bella da leggere e rileggere.

