Prosa... nei giorni a venire
L Falchero
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Non ti porgerò, nei giorni a venire
queste isole sfavillanti
sulla grafite umida della notte:
le piccole case con i loro chiaroscuri incantati.
Non mi porgerai
una conchiglia gigante di mare
tra le frasche e i rumori di sottofondo
delle auto in lontananza.
Non scriverai, nei giorni a venire
sui miei quaderni
righe velate di tenerezza
catturata lungo le rive,
dove camminavamo accanto
sorseggiando i minuti
come un rosolio prezioso
un rosolio che ora tu chiami fiele:
quelle righe che trovavo,
inaspettati scintillii,
sfogliando distratta i piccoli fogli.
Non affiderò, nei giorni a venire,
le mie parole più vere,
le poesie e i racconti
ai gorghi improvvisi della tua mente tormentata,
ma ne farò compagnia e conforto
per sconosciuti lettori,
che in esse si rispecchieranno.
Ne tu mi leggerai, in anteprima,
i tuoi ultimi paragrafi, quelle conche di te
che riempivo di lacrime e di commozione
e in cui scivolavo come su un manto di neve
tra le vette del tuo cogliere il mondo.
Non ascolterò assetata alla fonte canterina
le tue composizioni al pianoforte:
le tue cascate fresche di note:
colonne sonore di un cortometraggio
vibrante di felicità,
ne mi sorprenderà misterioso tepore
nel vederti carezzare dolcemente
il velluto ispido del mio cane addormentato.
Non sentirò i tuoi dolori presenti e passati
ghermirmi ogni fibra eterea e reale,
né brinderò alle tue gioie e ai tuoi successi
con il calice cristallino del mio partecipare.
Non ti sarò più in alcun modo accanto.
Tu non mi vuoi più in alcun modo accanto.
M’hai cancellata come impronta sull’acqua,
negando ogni traccia di un disegno abbozzato
per fare spazio a nuove invenzioni
a nuovi giochi più confacenti
al giudicare comune delle genti:
(eppure non ha confini il mare degli affetti
c’è una rotta per tutti! )
Non infrangerò nei giorni a venire
l’esile membrana del tuo animo tormentato
con sentimenti che ti son more di rovo
che ad ogni raccolta son graffi di spine.
Ti lascio solo l’ultimo souvenir del viaggio:
questa morsa nel cuore
ascoltando narrare
da una persona a te cara
un’umiliazione profonda
che ti ha colto bambino.
©
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L'autore
L Falchero
Nata in un paesino vicino al lago Maggiore nel 1956, vissuta per 30 anni a Milano, dove mi sono laureata in architettura, sono ritornata ai luoghi natii e ho ripreso da alcuni anni la mia antica passione: scrivere. Poesie, racconti, un romanzo d’amore: Amarsi nei secoli SBC edizioni, pubblicato nel 2007 e steso
Commenti (2)
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Leaf16 settembre 2007
La tua nota racchiude perfettamente il senso di una poesia talmente dolce, nella sua malinconia, da offrire ancora, e ancora amore. Che è di per sè rosa...
M
Manuela Magi16 settembre 2007
A volte rinunciare all'amore per il bene dell'altro è indispensabole sacrificio.La tua poesia si fa leggere con una stretta al cuore.Per me è bellissima.

