Il giardino
Peppe Cassese
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Era il giardino della fantasia
un melo un pero bianchi ciclamini
le margherite gialle come il sole
le nostre vite fresche capriole.
Era il giardino dei tuoi giorni azzurri
pronti a sentire lievi quei sussurri
veri compagni della fanciullezza
santi giganti della leggerezza.
Ora vi regna un silenzio assorto
non uno strillo ma un timido singulto
del mio presente avido e meschino
che rassomiglia a un vago burattino
tra l’erba alta frustra e abbarbicata
alla speranza integra svanita
del tempo chiaro gaio e genuino
come lo figuravo in quel giardino.
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Peppe Cassese
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