Onda su onda
Peppe Cassese
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Onda su onda
son diventato immenso in un istante
sospinto dalla forza di un gigante
e nel silenzio gravido al domani
ho cancellato il tempo dei babbani.
Onda su onda
ho messo la mia veste scriteriata
dal canto del dolore accompagnata
ed ho distrutto case terre e petti
nel segno dei castighi maledetti.
Onda su onda
apparso all’improvviso e leviatano
feroce e ardito come un dio pagano
mi son dissolto infine tra i rottami
trainati dal mio orgoglio di tsunami.
Onda su onda
lascio il silenzio e il cuore tuo disperso
da questo assunto modo mio perverso
di abbattere le mura in faccia al cielo
si copre gli occhi spenti e mette un velo.
©
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L'autore
Peppe Cassese
Commenti (1)
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Giacomo Scimonelli22 maggio 2016
come un castigo, onda su onda, l'immenso mare si abbatte con ferocia senza controllo e rispetto... ma è la natura che ordina e il mar che ha dato la vita la toglie, si abbatte sulla civiltà e non arretra... versi intensi e ben scritti... complimenti

