Nebbia emigrante
Mina Cappussi
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Sbiaditi contorni
di vuoto- spazio,
dimensione surreale,
astratto- pensiero,
la nebbia avvolge,
cancella
ammanta
dipinge.
Acuto- angolo
attutito
sbucano case
e tetti
e un campanile
dall’indistinto, bianco
Matese.
Bojano immota
fissa il tempo
in un istante
di sortite genti,
cammini- oceani di sola andata
nazioni- accoglienza
di velato dolore,
la piazza, la casa, gioventù andata,
Pincieri, Massari, salita Piaggia
la forza di Castellone
l’orgoglio di Civita,
addii che fanno male
lancinanti
rinnovati
rimpianti.
Si anima di volti
la nebbia di Bojano
sono i cuori invisibili
che abitano
domicili rubati
all’emigrazione.
Australia, Canada, Stati Uniti
- ecco il molo, addio mamma
Argentina, Venezuela, Brasile
-ritornerò, te lo prometto
Germania, Francia,
- vedrai ce la faremo, ci riprendiamo il futuro
Belgio, Svizzera
- è nero il lavoro, ma la paga è buona.
Scende la nebbia, a Bojano,
ogni volta che la malinconia assale
partite genti di continenti lontani,
e tra i platani il mormorio
di chi è lontano
pasce il desiderio di chi non è più.
©
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Mina Cappussi
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