La cicala e la formica... luogo comune da rivedere!
la musica è il mio amore -diceva la cicala
poggiata sulla rama di un pino secolare.
Mentre con le compagne accordava la mezzala
nel tardo pomeriggio tra il granaio e l'aia
...non è un mestiere facile fare il musicista
rivolgendosi alla formica con un gesto di stizza
Mentre nelle ore calde tu sei nel formicaio
io a far prove all'afa con il dirimpettaio
Cosa sarebbe l'estate senza i nostri concerti?
Un silenzio di tomba in orizzonti mesti
Immagina la bella e sdolcinata zagara
senza la nostra musica come sarebbe amara
Si, tu lavori sodo mia cara formichina
ma Esopo non può elevarti al soglio di eroina
Lavori e fatichi ma lo fai solo per Te
sei avara e non concedi agli altri alcunché
Esopo è lontano e non si è aggiornato
è ora di cambiare il mondo è trasformato
Finita la mia tournée come ogni cantautore
esigero' da Te il diritto d' autore
Arriverà l'inverno e non bussero' più alla tua porta
faro ricredere Esopo della favola distorta
"musicisti reincarnati" sosteneva Platone
non scansafatiche per la pubblica opinione
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La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Interessante riflessione (Sara Acireale)
Commenti (1)
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Sara Acireale26 novembre 2021
Ci sono luoghi comuni duri a morire. Per secoli abbiamo sempre apprezzato la formica che, con previdenza, lavora per mettere da parte il cibo per l’inverno, abbiamo considerato la cicala come una scansafatiche capace soltanto di cantare e divertirsi. Il Poeta ci fa riflettere su questa favola di Esopo. Eh sì, i tempi sono cambiati e chi canta o suona per lavoro deve essere considerato con grande rispetto. L’uomo ha bisogno di mangiare, bere, dormire ma ha diritto anche a un sano divertimento per potere elevare lo spirito e non pensare sempre agli affanni quotidiani. I cantanti, gli attori, i musicisti hanno questo compito e, quindi, sono da apprezzare e bisogna dare loro il valore che meritano.
