Venezia
Lo sciabordare pigro delle voghe
sotto i ponti - come un trapasso dolce -
lento, scivolando da sponda a sponda.
Odore di pietra e sale, di muschio
tra i marmi di finestre dai mille occhi.
Venezia m’assale col suo silenzio -
oasi d’amore – di bruma abbigliata.
Non sei più qui, solo le gocce uguali
minute e fredde dal cielo di piombo
cadono ritmiche e segnano il passo
sciolgono lembi di luna sull’acqua e
annegano in piccoli cerchi di gelo.
Salgono ricami di luci,
trafiggono gli occhi, stanchi di pianto,
che cercano un’ombra - senza ritorno -
Frusciano i passi tra calli e gradini
ricordano passi e mani intrecciate,
ripensano a risa e baci rubati,
a notti scure ubriache di stelle e
d’un tratto vorrei da questa nebbia
che le braccia mi tendessi
e poi,
poi solo morire sulle labbra tue.
Invece andrò - senza voltarmi -
e saprà di mare e sale quest’addio,
Venezia.
©
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L'autore
Franca Canfora
Difficile parlare di me, dirvi chi sono con poche parole. Franca in fondo è solo una semplice sognatrice, per la quale la poesia è passione, voglia di raccontare emozioni, gioie, dolori, ma anche cura dell’anima. Per questo lascio aperta la porta del cuore, lasciando che a parlare sia proprio lui, il centro del mio mon
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