Quando la notte
Peppe Cassese
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Quando la notte canta il suo bolero
di scaricarla non mi sembra vero
così indecente sopra il letto sfatto
che insozza il cuore e lascia vuoto il piatto.
Quando la notte mi respira in faccia
io non sopporto lezzo né minaccia
e dato che più fetida non c’è
è amara come scimmia da caffè.
Quando la notte gravida mi opprime
si serve con furbizia del concime
con la certezza vana di addolcire
i sogni che lei finge di imbastire.
Quando la notte si lamenta allora
che sia cacciata via questa signora
con tutte le sue splendide porcate
comprese le sdolcezze e le minchiate.
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