Guardando vecchie foto
Paride Giangiacomi
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Il viso illuminato a metà,
quanto basta per socchiudere gli occhi.
La posa è un po’ improvvisata,
il fotografo forse no;
mio fratello:
un aspetto più serio,
gli occhi socchiusi al tempo,
quasi con gesto di sfida,
al mondo, al futuro,
con lo sguardo di chi aspetta...
Un vecchio portone,
di un fabbro che ferrava i cavalli
e scatenava i miei sogni,
furbetti, curiosi,
come gli occhi di un sorriso
di fronte ad un regalo improvviso.
Chissà che giorno era,
quale mese, quale anno,
quale vita
spendevo nel mio piccolo mondo...
Dimmi, quel giorno giocammo insieme?
A nascondino, a costruire capanne
tra i rovi e l’acacia,
a correre trafelati fino a sera...
Vecchie foto...
Istantanee distanti di perduti istanti...
Dove è quel tempo
Dove quei giochi,
dove, ma dove sei?
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Paride Giangiacomi
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