Un giorno mi racconterai
Alma Gjini
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Sotto quale cielo riposi, or che più
non mi giunge alle orecchie la tua voce,
e negli occhi l’immagine comincia a sopprimersi e svanire
e far male come un pugno che si chiude sulle budella.
-Sotto il mio, senza te, nullo è il filamento
cupo e livido, come quando piove -
Ma, forse spumoso di vedute di luce chiare, è il tuo,
e come sequenza davanti ai tuoi occhi,
vi è solo vol’ di uccelli che si ferma
lungo il sentiero per mirar’ le costellazione.
Oh, scorre lento il tempo sotto il mio cielo,
color di notte che come una coperta m’avvolge e m’inghiotta
e l’oscurità le cime degli alberi imprime
rischiarati dalla luce di una debole luna
-ma non son più triste, mi chiedo solo il perché -
E nel tuo come scorre,
luna intangibile che si protrae all’infinito
e con il suo disco staglia la cresta al sole
-ma no, non posso non pensare a te-
se la luce lo vedi e il sol’ ti sfugge e poi ritorna
è giallo, e caldo, e ti fa sentir protetto
quel orlo che si eclissa nella marea?
Il levar del sole, a me,
porta solo melanconico tormento
ma non ho fretta, un giorno mi racconterai ...
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Alma Gjini
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