Come un gabbiano solitario

Il sole sta sorgendo
e il sottile vento dal mare
scompiglia i miei capelli.
Osservo il cuore trafitto
sulla nodosa scorza di un albero,
quell'albero che mi riporta
memorie di un amore passato.
Ora io, muta, guardo
le foglie sparse sul terreno
e nei miei occhi solo tristezza.
Forse non so più dove sono
forse non so più chi sono.
L'ombra di un uomo
mi sta accanto silenziosa
ma presente
come il fruscio delle foglie
d'autunno.
Il tempo mi ha lasciato
una traccia nello sguardo
e una ferita nel cuore
come è ferita la corteccia
del tronco a me vicino...
Vola contro il vento
un gabbiano solitario.
Sembra indicarmi una nuova via
ardua ma necessaria
per cancellare l'incatenato dolore...
©
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L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
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