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Acrostici 24 agosto 2016 · lettura 2 min · 1676 letture

Le due vie

Peppe Cassese 2167 poesie pubblicate
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Virile dovrà sembrare l’immagine impreziosita dal vento e dai soli perduti adattata volgarmente ai tempi. Donna calda e preziosamente pura esercita la sua avvenenza sul passato incontrando pensionati e adulterini. Qualunque verme urbano e non utilizza semi di cemento per slattare arrivisti in partenza per Vienna. Teneteli stretti al cappio della vita teneteli stretti e urlate ed è furore registrando sussulti e rese oscenità e volontà autonome da scandalo. Venerate la santa e immacolata Russia il regno dell’orso e del bianco Volga zar di tutte le terre conquistate il frutto le fosse le pene ed il peccato. Con calma si affronta il drago in calore accorciando le gambe e le distanze rischiando e non mischiando le carte. Doveroso per i giganti dell’abitudine illustrare la profondità dei mari nell’acqua tersa delle fogne. Allucinante la rumorosità delle valli lentamente debordanti sulle case in questo vai e via da fiera dell’assurdo. Esorcistiamo gli invasati di Cohelet. Vita da miseri riudirai i tuoi patti il clamore della tortora e dell’oblio allorché crolleranno terra e cielo. Dio riconoscerà i sacrifici di Caino e il conforto piegherà gli antichi templi la dimora dei forti e dei depredati la bocca del giusto e degli iniqui e il monte Sion ascolterà la storia di Asaf. Stillicidi casus cavat lapidem elegantemente posato sulla strada tra le sconcezze delle sette signore tutte pronte a sacrificare il vero e l’abisso amaro della fede. Vietate pure le stelle a strisce il sorriso deambulante del cow- boy rallegratevi e cantate coi vecchi. Tremenda dovrà essere la vendita una per volta per spargere semi di zucca. Cristo abbraccia i figli della guerra aiutandoli con la sua mano a pezzi. Pregate come sapete con le tasche istruiti siate e abilmente distruggete. Tesse i mali la vela invadente del nord atterrita dalla spartizione delle acque limacciose ferme depredate e sporche in questo marzo atteso e ignorato.
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