Le due vie
Peppe Cassese
2167 poesie pubblicate
+ Segui

Virile dovrà sembrare l’immagine
impreziosita dal vento e dai soli perduti
adattata volgarmente ai tempi.
Donna calda e preziosamente pura
esercita la sua avvenenza sul passato
incontrando pensionati e adulterini.
Qualunque verme urbano e non
utilizza semi di cemento per slattare
arrivisti in partenza per Vienna.
Teneteli stretti al cappio della vita
teneteli stretti e urlate ed è furore
registrando sussulti e rese
oscenità e volontà autonome da scandalo.
Venerate la santa e immacolata Russia
il regno dell’orso e del bianco Volga
zar di tutte le terre conquistate
il frutto le fosse le pene ed il peccato.
Con calma si affronta il drago in calore
accorciando le gambe e le distanze
rischiando e non mischiando le carte.
Doveroso per i giganti dell’abitudine
illustrare la profondità dei mari
nell’acqua tersa delle fogne.
Allucinante la rumorosità delle valli
lentamente debordanti sulle case
in questo vai e via da fiera dell’assurdo.
Esorcistiamo gli invasati di Cohelet.
Vita da miseri riudirai i tuoi patti
il clamore della tortora e dell’oblio
allorché crolleranno terra e cielo.
Dio riconoscerà i sacrifici di Caino
e il conforto piegherà gli antichi templi
la dimora dei forti e dei depredati
la bocca del giusto e degli iniqui
e il monte Sion ascolterà la storia di Asaf.
Stillicidi casus cavat lapidem
elegantemente posato sulla strada
tra le sconcezze delle sette signore
tutte pronte a sacrificare il vero
e l’abisso amaro della fede.
Vietate pure le stelle a strisce
il sorriso deambulante del cow- boy
rallegratevi e cantate coi vecchi.
Tremenda dovrà essere la vendita
una per volta per spargere semi di zucca.
Cristo abbraccia i figli della guerra
aiutandoli con la sua mano a pezzi.
Pregate come sapete con le tasche
istruiti siate e abilmente distruggete.
Tesse i mali la vela invadente del nord
atterrita dalla spartizione delle acque
limacciose ferme depredate e sporche
in questo marzo atteso e ignorato.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Peppe Cassese
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
