Sciame sismico magnitudo 6. 0
Ausilia Giordano
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Dei miei fratelli
più non odo il canto:
lo sciame sismico tremendo
ne ha rapito la voce.
Dei miei fratelli
non odo più il pianto:
tacciono le grida
prigioniere di angusti meandri,
mentre generose alacri mani
scavano per ridar loro
vita e speranza.
Dei miei fratelli
più non odo il respiro:
la terra tremante
li ha trainati
con violenza
nell'urlo della notte sgomenta
e gli ha lasciato in dono
l'acredine di polvere e pietre
e una dura sentenza.
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L'autore
Ausilia Giordano
Commenti (1)
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Angela Schembri25 agosto 2016
Una lirica che si posa su questa tragedia come un delicato pietoso velo. La sconcertante impotenza umana di fronte a questi immani drammi crea ancor più disperazione negli animi. Dice bene la poetessa nel ripetere le parole "non odo", come a sottolineare il concetto di un vuoto, di un non esiste più la vita, tantissime vite. Fede, speranza e carità umana hanno sorretto questi tristissimi momenti. Speriamo adesso in un miracolo divino che chiedo con il cuore all'immenso Dio. Una lirica sentitissima che fa sentire sulla pelle un freddo brivido di disperazione e melanconia.

