De nicaieri
Diana Olteanu
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Poveste fara de- nceput eram,
nu ne stiam dar, de o viata,
iubirea noastra, acolo... era.
De pretutindeni... de nicaieri.
Venise dintr- un trecut
in care si lumina simtise
chemarea gandului durut.
Oh, Mare, iti amintesti?
Sarutam cu glezna buzele tale
in timp ce el imi desena pe harta singuratatii
apusul de soare.
Oh, ce culori, ce culori!...
Mai sus de genunchi adaposteam un trandafir
L- ai mangaiat atât de lin... discret.
Petalele lui aveau sa se- nfioare
cand, din apus, ai fluturat chemare
pentru zefir.
Si- o mie de fluturi zburau prin florile dantelei soptind:
„Secret, secret. Suntem povestioare!’’
Imi soptea iubitul: „Esti frumoasa!”
Frumoasa imaginea din ochiul lui stâng
cu mine, inaltandu- ma la cer.
- Priveste! îi strigam. Am trupul de „matasa.”
Plutesc, vers sunt. Hai, du- ma acasa!
E timpul sa- mi citesti un poem
despre gabianii care plang,
despre viata ta plina de mister.
Ah, de iubire, descanta- mi! Eu pier.
De unde aceasta poveste
cu flacari de Vezuviu, rostogolite
pe sanii prea mandri pentru a se darui
unui val trecator?
De unde acest vis
in care ma- nvaluiai cu vorbe de dor?
- Razi, Mare!
Soaptele tale se pierd în eter
prea multe ganduri infloresc ger.
Ma- ntorc in mine. Un lung drum.
Intre lacrima si cantec- sufletul meu.
Ramas bun, ramas bun!
Da nessuna parte
Io ero la storia senza inizio,
non sapevamo uno dell’altro, dunque, di una vita,
il nostro amore, lì... era.
Ovunque... da nessuna parte.
Veniva da un passato
nel quale anche la luce ha sentito
la chiamata del pensiero addolorato.
Oh Mare, ti ricordi?
Baciavo le tue labbra con la caviglia
mentre lui disegnava sulla mappa
delle solitudini il tramonto.
Oh, che colori, che colori!...
Sopra il ginocchio io ho riparato una rosa
l'hai confortata così dolce... con discrezione.
I suoi petali fanno venire i brividi
quando da ovest hai fluttuato chiamare
per il Zephyir.
mentre mille farfalle volarono attraverso
fiori di pizzo, sussurrando:
"Segreto, segreto. Noi siamo cantastorie!"
Il mio amante disse al fidanzato sussurrando "Tu sei bella!"
Bella immagine dal suo occhio sinistro
con me, alzandomi in cielo.
- Guardate! dicevo. Ho il corpo di "seta".
Io galleggio, sono il verso, andiamo, portami a casa!
E’ tempo di leggermi un poema
a proposito dei gabbiani che piangono,
a proposito della vostra vita piena di mistero.
Ah, amore, m'incanta! Io sparisco.
Ma dov’è questa storia
con le fiamme del Vesuvio, rotolate
sui seni troppo orgogliosi per darsi
un'onda passeggera?
Ma dov’è questo sogno
nel quale tu mi circondi con parole di nostalgia?
- Ridi, oh, Mare!
I tuoi sussurri si perdono nell'etere
troppi pensieri fioriscono il gelo.
Torno in me. Una lunga strada.
Tra le lacrime e il canto, la mia anima.
Addio, addio!
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L'autore
Diana Olteanu
Commenti (1)
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Marinella Fois30 gennaio 2017
Un canto al mare che incanta... Bella chiusa. Elogio al poeta.

