Amatrice
claudio coppini
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Passano i giorni,
sotto le macerie è silenzio,
sopra si spera ancora.
U’ terremoto, pochi attimi
e tutto azzera.
Non c’è tempo nemmeno
per dirti... grazie, scusa
mi dispiace ti amo.
Ci pensavo stanotte
e non riuscivo a dormire.
Tu eri già raggomitolata
dalla tua parte.
Così ho sollevato il lenzuolo
intrufolandomi vicino vicino
e ti ho abbracciata sussurrando
quelle quattro parole
che non trovo mai
il tempo di dirti:
grazie, scusa
mi dispiace, ti amo.
Ma c’è voluto u’ terremoto.
©
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claudio coppini
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