Nel pianto di cicale
L’alito caldo del vento d’agosto
fruscia tra foglie d’edera sfinita
che arranca sui muri roventi;
arde la terra quand’è sera,
s’avvita il sole all’orizzonte,
all’improvviso
annega tra onde ferme e va a morire.
Nell’anima inquieta e sola –
lame affilate di dolore
squassano pensiero e sentimento,
s’adagiano nel petto e seguono
lo sciabordare lento e pigro
del mare che trasluce in lontananza.
Odio il silenzio che m’assale,
il vuoto, la mia rassegnazione,
questa sera piena di stelle
che corrono a farmi compagnia:
E’ l’aria salmastra che punge,
che brucia e accende gli occhi
di piccole gocce - o forse è dolore -
che cadono roventi
E di te una manciata di ricordi
mi resta. - E piango -
nel pianto di cicale
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
F
Tutte le opere →
L'autore
Franca Canfora
Difficile parlare di me, dirvi chi sono con poche parole. Franca in fondo è solo una semplice sognatrice, per la quale la poesia è passione, voglia di raccontare emozioni, gioie, dolori, ma anche cura dell’anima. Per questo lascio aperta la porta del cuore, lasciando che a parlare sia proprio lui, il centro del mio mon
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!