Notte dopo il terremoto
buia la notte sulle macerie sparse
cammina a passi lenti tra le case
fiocche luci di anime apparse
si aggirano stanche tra le distorte asse
s’ode il boato di un silenzio assordante
neanche l’ombre hanno voglia di andare
sedute sui sassi cercano il mandante
di quel disastro in parte accettante
se l’egoismo fosse messo da parte
e le virtù poste in risalto
anche il mediocre sarebbe in disparte
e non a far danni dietro qualche appalto
sorrisi e sogni si sono rubati
progetti e promesse in un cielo stellato
come lupi famelici e affamati
le vite di altri hanno cancellato
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