Non c'è niente da capire
Non cercare di capire
quello che non c'è niente da capire
è inutile che continui a scavare
nelle litanie del tempo impostore
Quello che non hai capito
l'ho capito io
ho capito che non c'è niente da capire
e l'ho imparato dalle pietre
dal vento che picchiava sulle mie vetrate
da un gatto disteso sul selciato
che dimenava la coda
un attimo prima di morire
E sai quando l'ho capito?
Quando ho smesso di scavare
e come un roditore
mi consumavo il cervello
cercando le risposte
nel cuore e nella mente
nell'io balordo
d'umano percorso
che porta irrimediabilmente
nella voragine dell'infinito
Cerca sulla pelle
quando la vedi accapponare
cerca nel profumo di due rose
che s'agitano nel cielo
e adagiano i petali
sul mare azzuro che urla ardore
E adesso non so se tutto questo
devo chiamarlo amore
lo chiamo semplicemente condivisione
sopravvivenza
suono di unicorno
che vibra nel profondo
nell'unisona intenzione
Quello che non hai capito
è una corda di violino
dentro l'anima dispersa nel giardino
dove volano due matti
che non credevano all'amore
e adesso sono distesi
dispersi
in questa gioia
che ha il gusto del dolore
©
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