Il vanto di Sparta
Peppe Cassese
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Sospeso sopra l’orrida geenna
rilevo il trascinar della sua penna
che or gemendo ed ora un po’ più ardita
si stringe e si arrovella tra le dita
tentando a strabiliar la meraviglia
col verso più forbito sulla griglia.
E caracolla e spinge sulla carta
portato a ricalcar la vecchia Sparta
che forte dei suoi figli e delle armi
amava far la guerra contro i carmi
convinta che l’impresa ha più memoria
se vanta un condottiero nella storia.
E scrive annota segna e tutto ammassa
e il testo gli diventa una matassa
con lai lamenti strilli e gridolini
ornati di sceltissimi lessìni
così sottili e sì stupefacenti
che il verbo si attorciglia in mezzo ai denti.
E quando finalmente giunge al nesso
il foglio immacolato è compromesso
dai suoi ingarbugli messi alla rinfusa
nella certezza di allietar la musa
ma quella che lei legge è paccottiglia
e il frutto generato è una poltiglia.
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Peppe Cassese
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