E me la sento addosso
Peppe Cassese
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Uguale a un mare mosso
io me la sento addosso
che serra l’immanente
col fuoco travolgente
su questa santa pietra del dolore
guidato dal suo vento incantatore.
E mi possiede e prende
e certo non si arrende
immersa nel bisogno vilipeso
venduto e poi ripreso
col cielo che si danna per salvare
l’agnello in dubbia mente da immolare.
E mi rovina e spreca
al tempo odiato impreca
e naviga nel mare dei dannati
sconfitti e indemoniati
da quel strapparsi i vecchi panni spenti
tra le sirene l’onde e i velamenti.
E si diverte e ride
coi trucchi di Teodora
regina di una notte che perdura
smaniosa ed ha paura
tra l’impudenza nuda e la sua riva
nel pozzo della testa sempre viva.
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Peppe Cassese
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